IL COMPARTO DEGLI AGROFARMACI

 
Che differenza c’è tra agrofarmaci e pesticidi?

Preferiamo parlare di “agrofarmaci” in quanto questo termine rende meglio la funzione propria dei prodotti; come l’uomo, quando si ammala, necessita di cure a sostegno della propria salute, anche le piante e le colture agricole in generale hanno bisogno delle loro medicine, gli agrofarmaci, per controllare i parassiti e garantire la sicurezza del cibo raccolto e conseguentemente del consumatore.

Qual è la differenza tra agrofarmaci di sintesi e di origine naturale?

Gli agrofarmaci di sintesi sono composti da sostanze sintetizzate in laboratorio, mentre quelli di origine naturale sono mezzi tecnici di biocontrollo che possono comprendere microrganismi utili come funghi, batteri e virus, estratti di piante e semiochimici, ma anche strategie di difesa per la cattura degli insetti dannosi o il lancio di insetti di contrasto.
La Normativa riguardante gli agrofarmaci non distingue dal punto di vista autorizzativo tra le due categorie. Tutti gli agrofarmaci, siano essi di origine naturale o di sintesi, sono sottoposti al medesimo iter registrativo volto, oltre a verificarne l’efficacia, ad assicurare la massima tutela possibile della salute dell’uomo e dell’ambiente.

Perché è indispensabile l’utilizzo degli agrofarmaci in agricoltura?

L’utilizzo degli agrofarmaci è indispensabile in agricoltura perché permette di proteggere le colture dai molteplici attacchi di parassiti, malattie e infestanti che possono compromettere la qualità e la quantità dei raccolti. In un contesto globale in cui la domanda alimentare è in costante crescita, garantire la produttività agricola è essenziale per soddisfare le esigenze della popolazione, ridurre gli sprechi e preservare la sicurezza alimentare.

Senza l’impiego di agrofarmaci, il rischio di perdite significative nei raccolti aumenterebbe, mettendo a dura prova la sostenibilità economica delle aziende agricole e limitando l’accesso a prodotti di qualità. Inoltre, in molte situazioni, l’assenza di trattamenti adeguati porterebbe a un maggiore utilizzo di risorse naturali, come acqua e suolo, per compensare le perdite, con un impatto ambientale ancora più elevato.

Grazie ai progressi tecnologici, oggi gli agrofarmaci sono sempre più selettivi e rispettosi dell’ambiente, consentendo interventi mirati e riducendo al minimo i rischi per la salute umana e l’ecosistema. Pertanto, un loro utilizzo consapevole e responsabile rappresenta uno strumento fondamentale per garantire un’agricoltura produttiva, sostenibile e sicura.

L’agricoltura biologica è migliore di quella integrata?

Qualunque tipologia di agricoltura si intenda praticare, biologica o integrata, deve risultare sostenibile da tre punti di vista: economico, ambientale e sociale. Per questo, come Agrofarma promuoviamo una visione più ampia che non prediliga una strada a fronte di un’altra, ma che anzi sappia tenere insieme entrambe, conoscendone virtù e limiti, valorizzando le risorse che offrono. L’ultima parola spetta all’agricoltore che, conoscendo la propria azienda, sulla base delle sue esigenze e delle opportunità offerte dal mercato, opera la scelta che ritiene più adatta. Agrofarma crede fortemente in un’agricoltura sempre più integrata, che contempli la chimica, i mezzi di biocontrollo e tutti gli altri strumenti e tecnologie più innovativi, per poter raggiungere l’obiettivo primario, ovvero fornire cibo in quantità e qualità adeguate per la popolazione mondiale riuscendo a produrre di più con meno risorse, ovvero con le migliori pratiche agricole percorribili.

 


 

AMBIENTE E SICUREZZA ALIMENTARE

 

Che cosa fanno le aziende produttrici di agrofarmaci per prevenire l’impatto dei prodotti sull’ambiente?

Le aziende produttrici di agrofarmaci investono costantemente in ricerca e innovazione per sviluppare prodotti sempre più mirati ed efficaci, che permettano di ridurre le dosi necessarie per i trattamenti, minimizzando l’impatto sull’ambiente.

Attraverso tecnologie avanzate e collaborazioni con altri comparti industriali, come quello delle macchine agricole e dei software gestionali, si stanno creando soluzioni innovative per ottimizzare l’impiego degli agrofarmaci, riducendo dispersioni inutili e massimizzandone l’efficienza. L’agricoltura digitale, con la raccolta e l’analisi di dati sullo stato di salute delle colture, consente inoltre di intervenire solo dove e quando necessario, limitando al minimo l’impatto sull’ecosistema.

Gli agrofarmaci, prima di essere immessi sul mercato, vengono sottoposti a rigidi controlli che valutano i loro effetti su tutti gli organismi “non bersaglio”, come gli insetti impollinatori e gli organismi acquatici. Se utilizzati correttamente, rispettando le indicazioni in etichetta e seguendo le buone pratiche agricole, non rappresentano un rischio inaccettabile per la biodiversità o per gli ecosistemi acquatici. Tuttavia, è essenziale che operatori e agricoltori siano adeguatamente formati, motivo per cui il settore organizza regolarmente corsi di aggiornamento per promuovere un uso responsabile e sostenibile dei prodotti.

Nonostante questi progressi, l’agricoltura, come ogni attività umana, ha un impatto sull’ambiente. La Commissione Europea, nella Strategia per la Biodiversità 2030, ha identificato tra le cause principali della perdita di biodiversità i cambiamenti nell’uso del suolo, l’inquinamento e i cambiamenti climatici. Per quanto riguarda le acque, il rispetto delle indicazioni tecniche, l’uso di attrezzature moderne e l’adozione di misure di gestione delle acque di lavaggio sono fondamentali per prevenire la contaminazione dei corpi idrici e proteggere l’ambiente acquatico.

In sintesi, il settore degli agrofarmaci è fortemente impegnato a bilanciare le esigenze della produttività agricola con la salvaguardia dell’ambiente, promuovendo innovazioni e pratiche che contribuiscano a un’agricoltura sempre più sostenibile.

I cibi che arrivano sulle nostre tavole contengono residui di agrofarmaci?

Italia, l'EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) ha rilevato che il 99% dei prodotti alimentari risulta conforme ai limiti legali per i residui di pesticidi. Questo dato evidenzia un miglioramento significativo, poiché nel 1993 la percentuale di campioni non conformi era del 5,6%.

Inoltre, le autorità italiane effettuano un numero di analisi molto superiore rispetto agli standard minimi stabiliti dall'Unione Europea, ottenendo risultati tra i migliori in Europa. Nel 2022, a livello europeo, solo l'1,6% dei campioni analizzati ha superato i limiti di legge, con un rischio sanitario per i consumatori considerato basso. Quindi, sebbene siano presenti residui in alcuni alimenti, i rischi per la salute sono molto contenuti grazie ai controlli rigorosi.


UTILIZZO DEI PRODOTTI

 

Cosa sono gli agrofarmaci ad uso non professionale?

Esistono due categorie di agrofarmaci: quelli destinati agli utilizzatori professionali, ovvero gli agricoltori, i contoterzisti, le società che si occupano della gestione del verde urbano, ecc., e quelli destinati agli utilizzatori non professionali, ovvero gli hobbisti che utilizzano i prodotti per la cura del proprio giardino e del proprio orto producendo eventuale cibo solo per proprio consumo. L’acquisto e l’utilizzo degli agrofarmaci ad uso professionale è consentito solo con il possesso di un certificato di abilitazione all’acquisto e all’utilizzo, che può essere conseguito da tutte le persone maggiorenni, previa partecipazione ad uno specifico corso di formazione e superamento di un esame. Tale certificato ha una validità di 5 anni e può essere rinnovato seguendo corsi di aggiornamento riconosciuti dalle autorità competenti.

Al contrario, l’uso e l’acquisto dei prodotti ad uso non professionale non richiede alcun documento specifico. Tali prodotti sono facilmente individuabili perché riportano in etichetta la dicitura “Prodotto fitosanitario destinato agli utilizzatori non professionali”.

Dove posso trovare le informazioni utili per il corretto utilizzo degli agrofarmaci?

Le etichette dei prodotti specificano esattamente tutte le informazioni fondamentali per il corretto uso degli agrofarmaci. All’interno dell’etichetta, infatti, oltre alle informazioni circa l’azienda titolare della registrazione e dell’eventuale distributore, sono riportate la classificazione, il tipo di azione (erbicida, insetticida, fungicida, ecc.) e il modo di azione, ovvero la modalità attraverso la quale il prodotto agisce sull’avversità target. Inoltre, ogni etichetta riporta tutti gli usi autorizzati, ovvero la combinazione coltura-avversità per il quale il prodotto è stato studiato, valutandone efficacia e sicurezza per l’uomo e per l’ambiente, le indicazioni per il corretto dosaggio del prodotto nonché le eventuali misure di precauzione da adottare per un uso sicuro.

È importante sottolineare che le etichette degli agrofarmaci sono frutto di uno scrupoloso processo di valutazione da parte delle autorità competenti, al termine del quale vengono autorizzate dal Ministero della Salute. Ciascuna indicazione contenuta in etichetta è, pertanto, obbligatoria.


LEGALITÀ

 

Cosa sono gli agrofarmaci illegali e come contrastarne la diffusione?

Agrofarma ha avviato un progetto in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, chiamato “Stop agli agrofarmaci illegali” che ha visto l’attivazione di un numero verde 800 91 30 83 al quale si possono rivolgere gratuitamente e anonimamente tutti coloro i quali rilevino qualsiasi caso sospetto di furti, contraffazioni o importazioni illegali. Sempre nell’ambito del progetto, Agrofarma promuove la diffusione e l’applicazione di questi quattro semplici ma importanti accorgimenti:

  • ASSICURARSI di acquistare agrofarmaci solo da operatori in possesso dei requisiti necessari per la vendita degli stessi;
  • DIFFIDARE della vendita di prodotti a prezzi significativamente più bassi della media;
  • SEGNALARE tempestivamente alle autorità competenti coloro che propongono l’acquisto di agrofarmaci al di fuori dei canali certificati;
  • RICORDARE che chi vende e chi compra agrofarmaci rubati, importati illegalmente o contraffatti è perseguibile dalla legge.
Cos’è il Green Deal e che impatto ha sull’agricoltura?

Il Green Deal europeo è una strategia dell'UE volta a rendere l'Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050, attraverso misure che includono la riduzione delle emissioni, la transizione energetica e la promozione di un'agricoltura più sostenibile. Tuttavia, queste politiche, pur lodevoli negli intenti, possono avere conseguenze complesse sul settore agricolo. Il pacchetto from Farm to Fork, ad esempio, pone obiettivi stringenti per la riduzione dell’uso di agrofarmaci, rischiando di compromettere la produttività agricola e la competitività delle aziende europee in un mercato globale.

È fondamentale trovare un equilibrio tra sostenibilità ambientale e salvaguardia dell’efficienza produttiva, per evitare di gravare sui produttori e minare la sicurezza alimentare.

Cosa si intende per uso sostenibile degli agrofarmaci?

Per uso sostenibile degli agrofarmaci si intende l'applicazione di tali prodotti in modo da minimizzare i rischi e gli impatti sulla salute umana, sull'ambiente e sulla biodiversità, garantendo al contempo la protezione efficace delle colture. Questo concetto promuove l’adozione di pratiche come l’Integrated Pest Management (IPM), che combina l'uso mirato degli agrofarmaci con metodi alternativi, come il controllo biologico, e il rispetto di dosaggi ottimali per evitare sprechi e contaminazioni.

L'obiettivo è preservare la produttività agricola e la qualità delle colture, riducendo al minimo l’impatto ambientale e favorendo l’equilibrio ecosistemico.

Che cosa si intende per “Agricoltura digitale”?

L'agricoltura digitale è un approccio innovativo che integra le tecnologie digitali nelle pratiche agricole per migliorare la gestione delle risorse e ottimizzare la produttività.

Utilizzando strumenti come sensori IoT (Internet of Things), droni, big data, intelligenza artificiale e sistemi di monitoraggio avanzati, l'agricoltura digitale consente agli agricoltori di raccogliere e analizzare informazioni in tempo reale sui terreni, le colture e le condizioni ambientali. Questo approccio favorisce una gestione più precisa e sostenibile delle risorse, riducendo l'uso eccessivo di input come acqua, fertilizzanti e pesticidi. Le innovazioni in questo campo permettono una maggiore personalizzazione degli interventi agronomici, contribuendo così a ridurre gli sprechi di agrofarmaci, ottimizzando dosaggi e tempi di applicazione per ogni singola coltura, con un impatto positivo sulla salute del suolo e sull'ambiente.